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mercoledì 3 luglio 2013

Siamo tutti polvere di stelle!

Margherita Hack, signora delle stelle, ci ha lasciati.
Margherita Hack era nata a Firenze nel 1922. La laurea in fisica ottenuta nel 1945. Fino al 1992 ha insegnato astronomia all'Università di Trieste come ordinaria.
È stata la prima donna italiana a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste portandolo a rinomanza internazionale.
Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, Margherita Hack è stata anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste. 
È stata un membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei (è una sede di incontri rivolti allo sviluppo delle scienze; il suo nome si richiama all'acutezza che deve avere la vista di coloro che si dedicano alle scienze, proprietà fisiologica che leggendariamente caratterizza la lince). 
Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell'ESA (Agenzia spaziale europea) e della NASA (Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche). 
In Italia, con un'intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell'utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale.
Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e numerosi libri sia divulgativi sia a livello universitario. 
Ha ricevuto numerosi premi per la ricerca e la divulgazione scientifica.
Margherita Hack nel 1978 fondò la rivista bimensile L'Astronomia e diresse la rivista di divulgazione scientifica e di cultura astronomica Le Stelle.
In segno di apprezzamento per il suo importante contributo, le è stato anche intitolato l'asteroide 8558 Hack.
  

"Soprattutto bisognerebbe imparare a dubitare, a diventare scettici"

Qualche lettura che vi consiglio:
 “Tutto comincia dalle stelle” di Margherita Hack, Gianluca Ranzini e A. Agliardi
“L'universo di Margherita. Storia e storie di Margherita Hack” di Margherita Hack, Simona Cerrato e G. Nidasio
“Stelle, pianeti e galassie. Viaggio nella storia dell'astronomia dall'antichità ad oggi” di Margherita Hack e Massimo Ramella
“Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull'astronomia” di Federico Taddia, Margherita Hack e R. Lucian
“Stelle da paura. A caccia dei misteri spaventosi del cielo” di Margherita Hack, Gianluca Ranzini e A. Agliardi
“Il mio zoo sotto le stelle” di Margherita Hack, Bianca Pauluzzi
"Vi racconto l'astronomia" di Margherita Hack

venerdì 15 febbraio 2013

Asteroide 2012 DA14

 
Stasera dalle ore 20.25 italiane l’asteroide 2012 DA14 passerà vicino alla Terra e al momento del massimo avvicinamento sorvolerà l’Oceano indiano.
Che cos’è questo 2012 DA14?
Innanzitutto essendo un asteroide sappiamo che è un corpo celeste simile per composizione ad un pianeta terrestre ma più piccolo e generalmente privo di una forma sferica.
È stato scoperto da un gruppo di astrofili spagnoli del programma Survey La Sky Sagra, gestito dall'Osservatorio Astronomico di Maiorca in Spagna, il 22 febbraio 2012.
L’asteroide 2012 DA14 ha una massa di circa 120 mila tonnellate, un diametro tra 45 e 50 metri ed è
classificato come asteroide «near-Earth», cioè tra quelli che gli astronomi hanno classificato con buone possibilità di transitare vicino alla Terra. L’asteroide 2012 DA14 non è la prima volta che si avvicina al nostro pianeta, infatti orbita intorno al Sole in 366 giorni circa e transita accanto alla Terra due volte all’anno.
Che cosa rende speciale questo asteroide?
L’avvicinamento dell’asteroide 2012 DA14 è il più vicino approccio alla Terra mai previsto per un oggetto così grande:
l’asteroide infatti passerà a circa 27.650 km dalla superficie terrestre, un decimo della distanza Terra- Luna … una distanza che a noi sembra enorme ma che paragonata con le distanze astronomiche è davvero piccola!
L’asteroide 2012 DA14 avrà una magnitudine apparente di 7,4, questo significa che sarà troppo debole per essere visto ad occhio nudo. Tuttavia lo si potrà osservare facilmente con piccoli strumenti amatoriali, addirittura con un buon binocolo e con telescopi anche modesti, di 60 millimetri di diametro che permetteranno di distinguere il suo movimento fra le stelle. Sarà un’occasione ghiotta quindi per studiosi e appassionati. Con questi strumenti, l’oggetto sarà visibile da Europa (Italia compresa), Africa e Asia.
Mentre guarderete con il naso all’insù con il vostro binocolo potete tirare un sospiro di sollievo: la probabilità di impatto tra la Terra e l’asteroide è praticamente nulla!
 
Un’ultima curiosità: Google in occasione dell’evento ha pensato di ricordare l’asteroide con un simpatico Doodle dove l’ultima G del logotipo si scansa al passaggio di un oggetto proveniente dallo spazio. Un clic sul Doodle porta infine ai risultati della chiave di ricerca “Asteroid 2012 DA14″ cosicché chi vorrà saperne di più sull’evento e sull’asteroide, troverà molto materiale per informarsi e nello stesso tempo acculturarsi in materia. Per seguire l’evento un salto al sito della NASA è senz’altro consigliabile: ci sarà un live stream dal canale USTREAM della NASA con la diretta a partire dalle 18:00 ora italiana, compatibilmente con la situazione metereologica, dove verranno commentate le immagini messe a disposizione da astronomi in Australia ed Europa.

sabato 17 novembre 2012

Una scomoda verità

Scioglimento dei ghiacciai
C’era una volta il pianeta Terra; c’era una volta un luogo dove la natura la faceva da padrona, in cui tutti i cambiamenti erano in funzione della sua stessa evoluzione, in cui ogni singolo essere vivente poteva ritenersi figlio di una comune madre e prodotto di una serie di coincidenze e leggi da essa stabilite. 
C’era una volta la culla dell’umanità, meravigliosa in tutte le sue manifestazioni, dalle valli solcate dai fiumi, ai monti coi loro ghiacciai, dalle isole incontaminate degli oceani alla selvaggia e lussureggiante vegetazione delle foreste tropicali.
Quella narrata da Al Gore (l’ex vice presidente degli Stati Uniti sconfitto alle elezioni del 2001 da Bush) è una verità, pura e semplice, ricavata dalle tracce che la natura ci ha lasciato, in cui i protagonisti sono la natura da una parte e l'egoismo dell'uomo dall'altra.
Io ve l'ho voluta raccontare perchè ripongo in voi una grossa speranza: se tutti i giovani fossero come voi sarei più serena riguardo al futuro!
Ecco qua le parole di Al Gore, che da sole dicono più di quanto potrei dire io:
Aumento di C02
"Siamo in grado di superare i nostri limiti e il nostro passato?
La storia ci insegna che abbiamo questa capacità.
Abbiamo affermato valori come la libertà e l'autodeterminazione negli Stati Uniti, in Francia e in tutto il mondo.
Lo stesso anno in cui Lincoln liberò gli schiavi d'America la Russia liberò i suoi servi.
Le donne hanno avuto il diritto al voto prima in Nuova Zelanda e in seguito dappertutto.
Il mondo intero ha sconfitto il fascismo sia in Europa che nel Pacifico.
La forza morale della non violenza ha innescato una rivoluzione che si è allargata ad altri paesi.
Il mondo ha sostenuto la vittoria di Nelson Mandela sull'apartheid.
Medici e scienziati di tante nazioni hanno lavorato insieme per sconfiggerre malattie come il vaiolo e la poliomielite.
Le due superpotenze alla fine hanno cessato la corsa agli armamenti nucleari.
La gente preferisce bugie rassicuranti a scomode verità
Siamo andati sulla Luna: il massimo esempio di quello che sappiamo fare se diamo il meglio di noi.
Ci siamo uniti per combattere il comunismo."

"La Terra è la nostra unica casa e in gioco c'è questo: la nostra capacità di vivere sul pianeta Terra e dargli un futuro di civiltà.  Penso che questa sia una questione morale."

"Ci sarà un momento in cui le generazioni future si chiederanno 'A cosa pensavano i nostri genitori, perchè non si sono svegliati quando ne avevano la possibilità?' Prepariamoci sin da ora a rispondere a questa domanda".

sabato 20 ottobre 2012

Notte di stelle cadenti

Che cos'è una cometa? E cosa sono le stelle cadenti? E gli asteroidi?

Una cometa è un oggetto celeste relativamente piccolo e composto prevalentemente di ghiaccio. Nel Sistema solare, le orbite delle comete sono ellittiche e si estendono oltre quella di Plutone. Si pensa che le comete siano dei residui rimasti dalla condensazione della nebulosa da cui si formò il Sistema Solare.
Cometa di Halley
In particolare la Cometa di Halley, il cui nome ufficiale è 1P/Halley, è la più famosa e brillante delle comete periodiche provenienti dalla Fascia di Kuiper (regione del Sistema Solare che si estende dall'orbita di Nettuno fino a 50 anni luce dal Sole), le quali passano per le regioni interne del sistema solare ad intervalli di decine di anni.
Asteroide
Un asteroide è un corpo celeste simile per composizione ad un pianeta terrestre ma più piccolo, e generalmente privo di una forma sferica; ha in genere un diametro inferiore al chilometro. Si pensa che gli asteroidi siano residui del disco protoplanetario da cui si formarono i pianeti.
Una meteora è un frammento di cometa o di asteroide che entrando all'interno dell'atmosfera terrestre si incendia a causa dell'attrito, è chiamata comunemente stella cadente. Le meteore penetrano nella nostra atmosfera con velocità comprese fra 11.2 e 72.8 km/s.
Detto questo siamo in grado di comprendere cosa succederà questa sera.
Meteora, ovvero una stella cadente
Questa notte la cometa Halley ci regalerà un affascinante spettacolo: le meteore Orionidi brilleranno infatti nel cielo ad una velocità di poco superiore ai 65 chilometri al secondo. Questa velocità però ha il vantaggio di farci vedere uno spettacolo ancora più entusiasmante: la possibilità di un’esplosione infatti potrebbe rilasciare delle scie molto luminose visibili per qualche minuto. Non saranno necessari telescopi o binocoli perchè a facilitare le osservazioni contribuirà infatti l’assenza della Luna e una media di circa 30 "stelle cadenti" (ovvero meteore) all’ora. 

La cintura di Orione
Tutti con lo sguardo all’insù quindi, in particolare in direzione Est proprio verso la costellazione (insieme di stelle) di Orione (ecco svelato perchè queste meteore si chiamano Orionidi). La costellazione è riconoscibile grazie alle sue stelle brillanti e alla sua posizione vicino all’equatore celeste, che la rende visibile dalla maggior parte del mondo. La costellazione è formata da circa 130 stelle visibili ed è identificabile dall’allineamento di tre stelle che formano la cintura di Orione, queste tre stelle sono chiamate in diversi modi a seconda della tradizione: i Tre Re, i Re Magi, il rastrello, i tre mercanti, i bastoni.

Quindi le stelle cadenti ci possono essere in qualsiasi periodo dell'anno e non solamente il 10 Agosto per San Lorenzo, ma questa data è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti perchè considerate evocative dei carboni ardenti su cui il santo fu martirizzato.
Inoltre, in quei giorni, la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi e l'atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteore molto più alto del normale. Il fenomeno risulta particolarmente visibile alle nostre latitudini in quanto il cielo estivo è spesso sereno.  
Buona visione.

giovedì 18 ottobre 2012

Felix Baumgartner

Felix Baumgartner, stuntman (acrobata particolarmente esperto nel fingere cadute, tuffi, salti e scene pericolose in genere) austriaco, sarà ricordato nella storia per la sua caduta libera supersonica da 40 chilometri di altezza. Ma l'impresa è a firma di molte decine di persone che in cinque anni di preparazione hanno lavorato costantemente per la sua riuscita. Perchè il salto di Baumgartner non sarebbe stato possibile senza gli ingegneri che hanno realizzato il pallone aerostatico, la tuta e la capsula. Perchè il corpo del record man austriaco non avrebbe retto senza le tecnologie e gli strumenti per l'adattamento alle condizioni atmosferiche a quella vertiginosa altitudine.
Baumgartner ha indossato la sua tuta e ha cominciato ad inalare ossigeno per eliminare l'azoto dal sangue prima di essere accompagnato all'interno della capsula pressurizzata. Poi una salita in verticale di oltre due ore fino alla stratosfera (il secondo dei cinque strati in cui è convenzionalmente suddivisa l'atmosfera), il confine con lo spazio. A quell'altezza, 40 mila metri, le condizioni atmosferiche sono ostili per l'uomo. Le molecole di aria respirabile sono talmente poche che nessun essere umano potrebbe sopravvivere senza l'ausilio di un equipaggiamento adeguato. E quest'ultimo era per Felix la tuta, simile a quelle che permettono gli astronauti di fluttuare nello spazio, e la capsula pressurizzata. Se ci fosse stato il minimo difetto nel funzionamento di questi due elementi la vita di Baumgartner sarebbe stata in pericolo. Anche se i medici avevano preparato un protocollo di emergenza di cui non sapremo nulla, perche fortunatamente non è servito. E' chiaro come questo incredibile passaggio della storia non si debba solo a un uomo ma a una moltitudine di professionisti.
La tuta spaziale che Baumgartner ha indossato non era mai stata sperimentata per la caduta libera controllata. E' stata disegnata per resistere a temperature dai 37 gradi ai – 67, per resistere al fuoco e al gelo. Uno dei rischi a circa 62000 piedi di altezza era che i liquidi nel tessuto di Baumgartner si trasformassero in gas espandendosi. Una reazione letale che la tuta è stata in grado di evitare. Anche grazie ad un computer delle dimensioni di un disco da hockey realizzato per stabilizzare automaticamente la pressione interna nelle diverse altitudini e un sistema di ventilazione interna in grado di garantire la stabilità termica
Il casco è dotato di uno schermo per filtrare i raggi solari inseribile a seconda delle esigenze. A differenza dei precedenti modelli di casco utilizzati in aeronautica, questo è stato fornito di meccanismi aggiuntivi che ne permettono la mobilità e quindi una maggiore capacità visiva a chi lo indossa. Nel caso di Baumgartner, forniva ossigeno da due fonti: durante la salita dalla riserva della capsula; durante la caduta dalle bombole della tuta. Si toglie con due diversi meccanismi, per evitare lo sganciamento accidentale. Ed è dotato di auricolari e microfono per le comunicazioni con la base nonché di un sistema che permette a di bere per mantenere l' idratazione del corpo.
La struttura della capsula che l'ha accompagnato durante il viaggio di andata, a carico pieno raggiunge i 1315 kg di peso e può essere divisa in quattro componenti: la sfera a pressione, la gabbia, l'intelaiatura e le protezioni antiurto.
L'intelaiatura è rivestita da uno strato di schiuma isolante per proteggere l'intera capsula nella stratosfera, dove le temperature sono molto basse.
In che cosa consiste la bellezza e il record di questa impresa?
Felix Baumgartner è stato il primo uomo, senza nessun mezzo (senza aerei o veivoli di alcun genere per intenderci) ad infrangere il muro del suono in caduta libera!
Cosa significa? Non che il muro emette un suono ...
In aeronautica il muro del suono, o barriera del suono, indica, in linguaggio non scientifico, una immaginaria barriera che si presenta agli aerei quando accelerano fino a raggiungere la velocità del suono.
Il suono viaggia a 340 metri al secondo, cioè è la velocità con cui si propaga nell'aria, perchè la velocità del suono varia a seconda del mezzo (ad esempio, il suono si propaga più velocemente nell'acqua che non nell'aria). La velocità del suono è la massima velocità alla quale si può muovere una massa d'aria prima che cominci a creare particolari fenomeni non presenti nell'esperienza ordinaria. Un aereo che accelera fino a raggiungere velocità prossime a quella del suono, costringe l'aria in cui è immerso a generare questi particolari fenomeni. Per esempio, avvicinandosi tale velocità, i primi sperimentatori aeronautici rilevarono che la resistenza aerodinamica aumentava molto sensibilmente. Quando qualcosa supera questa velocità si genera un botto tremendo!
Il termine "muro del suono" venne adottato durante la seconda guerra mondiale quando un certo numero di aerei iniziarono a sperimentare gli effetti della comprimibilità dell'aria durante le picchiate ad alta velocità. I velivoli, in queste condizioni, manifestavano comportamenti anomali e alcuni si distruggevano in aria come dopo l'impatto con un invisibile muro. Divenne così uso comune nel linguaggio non scientifico descrivere il superamento della velocità del suono per un aereo con il termine "abbattere il muro del suono".

AGROSISTEMI CONTRO ECOSISTEMI UMANI

Oggi la lezione di scienze si è svolta nel laboratorio di tecnologia, dove abbiamo parlato di agrosistemi umani contrapposti a ecosistemi naturali. Ecco qua il link per scaricare il file: 
Spero che abbiate capito tutto ciò che abbiamo affrontato. 
Qui sotto vedete la diapositiva che credo vi abbia colpito di più .. riflettete su queste questioni perchè sono importanti. Vi ricordo il link al sito sulla popolazione della Terra: 



lunedì 15 ottobre 2012

Scoperto un pianeta di puro diamante

Gli astronomi hanno scoperto che esiste un pianeta fatto di diamanti situato nella costellazione del Cancro e ribattezzato "55 Cancri". Anche lui, come la Terra ha il suo Sole, ha una stella a cui orbita intorno in sole 18 ore, di conseguenza le temperature superficiali raggiungono di circa 2.150 gradi Celsius. Questa temperatura rende inabitabile il pianeta ma, insieme con il carbonio, rendono le condizioni ideali per la formazione di diamanti. 
Alcuni astronomi pensano che il pianeta di diamante possa rappresentare la prima scoperta di una nuova classe di pianeti molto diversi dalla nostra Terra, ma la cui scoperta aiuterà sicuramente a gettare le basi di una comprensione più approfondita della chimica dello spazio. 
A differenza del nostro sistema solare, che è dominato da ossigeno e silicati, questo sistema planetario è pieno di carbonio, infatti almeno un terzo della massa del pianeta scoperto è probabilmente costituita da diamante puro (che vi ricordo che è una forma in cui si presenta il carbonio). Un pianeta gioiello quindi, che secondo gli astronomi è "abbastanza vicino a noi": solo 40 anni luce. Cosa significa? Che se viaggiassimo su navicelle spaziali con velocità pari a quella della luce (300 000 Km/s, cioè la luce fa 300 000 km in un secondo) riusciremmo a raggiungere il pianeta in 40 anni di viaggio nello Spazio. Ora, dato che i razzi più veloci vanno a 17 Km/s (cioè compiono 17 Km al secondo) facendo giusto due o tre calcoli matematici salta fuori che per raggiungere il pianeta diamante con una velocissima navicella spaziale ci vorranno 127 500 anni !


giovedì 11 ottobre 2012

Un gradito ospite

Oggi la II B ha avuto l'onore di ospitare il padre di Luis, che ha illustrato a tutti le caratteristiche delle energie rinnovabili.
L'ora è stata intensa per la profondità dei contenuti, ma è volata. Essendo l'argomento molto vasto e di grande attualità invito tutti a fare domande.
A grande richiesta, poi, pubblico il link delle diapositive che ci ha mostrato.

Grazie di cuore.


Ecco un altro aspetto meraviglioso del nostro lavoro: vedere padri orgogliosi dei figli e figli orgogliosi del padre!

domenica 9 settembre 2012

La fisica del rimbalzo in Angry Birds

Tantissimi giochi per il computer o per il cellulare sono basati su leggi fisiche esistenti e da pochi giorni si parla di quelle che stanno alla base di Angry Birds. 
Il gioco è diventato così cult che anche la comunità scientifica non ha saputo resistere alla tentazione di studiare gli uccellini arrabbiati: il fisico Rhett Allain ha analizzato e spiegato le leggi fisiche che regolano i loro rimbalzi.
Un piccolo riassunto per chi non fa parte del miliardo di fan del videogioco: il giocatore, servendosi di una fionda, deve scagliare degli uccellini contro una serie di maiali verdi, colpevoli di aver rubato loro le uova, posizionati all'interno del campo di gioco. (P.S. io sono fortissima!)
Il fisico giocando si è insospettito del fatto che un uccellino azzurro rimbalzasse sempre più in alto e in modo continuo, andando probabilmente contro le leggi della Terra. Si è così messo a studiare il moto di uno degli uccellini saltellanti scoprendo che i dati mostrano in realtà un andamento quadratico rispetto al tempo per ogni rimbalzo, come ci si aspetta dalle leggi della cinematica (la scienza che studia i moti), con un'accelerazione pari a 9.8 m/s 2, pari alla gravità terrestre (la famosa g che attrae tutto al centro della terra e che si usa per passare da massa a peso, ricordate?!). 
Tutto nella norma insomma. 
Successivamente, Allain ha analizzato l'altezza massima raggiunta dall'uccellino nei primi rimbalzi. Anche qui, i dati sembrano seguire un andamento quadratico.
Ma cosa accade quando i rimbalzi diventano superiori a 35 metri, così alti che l'animaletto esce dalla parte superiore dello schermo e vi rientra poco dopo? Continua a seguire la legge quadratica o no? Stavolta non è possibile misurare l'altezza raggiunta dal salto, perché l'uccellino non è più visibile: per questo, Allain ha utilizzato un software che permette di analizzare elementi in movimento all'interno di un filmato.
L'ipotesi del fisico è di trattare i rimbalzi che escono dallo schermo con la stessa equazione che regola il moto verticale di un proiettile: in questo modo, è facile calcolare l'altezza massima raggiunta, utilizzando il tempo di volo dell'uccellino. Seguendo questo approccio, Allain è riuscito a fare un grafico di tutti i rimbalzi.
Qui arriva la sorpresa: gli ultimi rimbalzi si discostano dalla legge quadratica e non superano l'altezza di 45,5 metri rispetto al suolo. Perché? L'uccellino si scontra per caso con un soffitto magico una volta uscito dallo schermo? Per scoprirlo, il fisico ha esaminato la velocità iniziale di ogni rimbalzo.
L'arcano è risolto: esiste una velocità limite per gli uccellini, pari a 30 metri al secondo. Probabilmente, i programmatori di Angry Birds, per evitare che i loro animaletti si spingessero fino allo spazio siderale (cioè fino alle stelle), hanno posto questa limitazione. La fisica dunque è rispettata.

lunedì 3 settembre 2012

Sempre più caldo, i ghiacci del Polo Nord al minimo storico

Il ghiaccio marino artico è sempre più sottile e nel mese di agosto ha toccato il minimo storico. Una recente analisi dei dati satellitari ha rivelato che quest’anno lo spessore della banchisa ha “completamente superato” il record negativo raggiunto nel 2007. 
Il colpevole? Il riscaldamento globale. E le conseguenze future? Eventi metereologici sempre più intensi ed estremi, come ondate di calore, di gelo e siccità.
Durante il mese di agosto di quest'anno, la banchisa polare si è ridotta con un tasso di quasi un centinaio di chilometri quadrati al giorno, due volte più velocemente del solito. Inoltre, l'area della calotta glaciale attorno al Polo Nord si è ridotta a 4,1 milioni di chilometri quadrati, la dimensione più piccola misurata dal 1979, quando iniziarono le osservazioni satellitari.
E qual è la notizia peggiore? Il nuovo record probabilmente non durerà a lungo e presto verrà superato di nuovo, infatti nelle prossime tre settimane la banchisa continuerà a ridursi e scenderà sotto i 4 milioni di chilometri quadrati nel giro di pochissime settimane.
Gli scienziati pensano che il precedente record negativo del 2007 sia stato reso possibile dalle particolari condizioni metereologiche, ma quest'anno il record è dovuto solamente al riscaldamento globale.
I modelli climatici utilizzati dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico prevedono inoltre che le estati artiche saranno completamente prive di ghiaccio marino nei prossimi decenni se il riscaldamento globale non diminuirà.
La diminuzione del ghiaccio polare artico potrebbe innescare lo scioglimento dei ghiacciai terrestri, come quelli in Groenlandia. Infatti man mano che la calotta polare si ridurrà, la superficie marina esposta sarà sempre maggiore, favorendo l’emissione in atmosfera del vapore acqueo e del calore intrappolato e contribuendo all’aumento delle temperature.
Tutto è connesso, anche se il ghiaccio marino che si scioglie è a migliaia di chilometri da noi, ciò ha un impatto anche sul nostro meteo.
Come ridurre il riscaldamento globale?
Quest'anno nel programma di scienze toccheremo questo tema da vicino, vedendo come nel nostro piccolo ognuno di noi può dare un contributo.
Qualche esempio? Spegnere le luci se non servono, usare le pile ricaribali anzichè le usa e getta, riciclare i rifiuti.

venerdì 31 agosto 2012

Luna blu questa sera nel cielo

Non sarà veramente blu la Luna piena che potrete ammirare stasera.
Infatti il termine Blue Moon o Luna Blu si riferisce all'evento di una seconda Luna piena in un medesimo mese, cioè ad un secondo plenilunio in un mese solare.
Anche se la Luna non si tingerà davvero di blu, il fenomeno è comunque spettacolare infatti si verifica solamente una volta ogni 2,7 anni, circa 7 volte ogni 19 anni.
Dopo stasera la prossima volta in cui si potranno ammirare due lune piene in un mese sarà tra il luglio e l'agosto del 2015.
Non per tutti però la prossima Blue Moon sarà stasera: per tutti coloro che vivono per esempio in Australia, la Luna piena sarà il primo settembre e sarà semplicemente il primo plenilunio del mese di Settembre e non la seconda luna piena del mese di Agosto.
Tuttavia ci sono stati alcune occasioni in cui il nostro satellite si è veramente tinto di colore blu.
La più famosa coincide con l'esplosione del vulcano Krakatoa: attraversando la spessa cortina di cenere che si sollevò durante la devastante eruzione i raggi bianchi della Luna si coloravano di blu, dando al satellite questa insolita tinta. L'effetto durò anche diversi anni dopo l'esplosione.
Stasera tutti col naso all'insù per goderci questa seconda luna piena di Agosto!

mercoledì 29 agosto 2012

Nel 2050 saremo tutti vegetariani

Godetevi per i prossimi 38 anni hamburger, panini al salame e piadine con la salsiccia perchè poi dovremo farne a meno.
Nel 2050 infatti  potremo dover diventare tutti per forza vegetariani come unica soluzione per far fronte all'aumento demografico unito alla scarsità d'acqua. La prospettiva è contenuta in un rapporto dello Stockholm International Water Institute, pubblicato in occasione della Settimana Mondiale dell'Acqua, una conferenza annuale organizzata con i principali esperti dall'istituto svedese.
Per produrre un chilo di carne servono migliaia di litri d'acqua e non ci sarà abbastanza acqua per produrre il cibo necessario ai due miliardi di persone in più che ci saranno nel 2050.
L'unico scenario sostenibile, secondo quanto scritto nel documento, vedrebbe un consumo di carne corrispondente al massimo al 5 per cento del totale e l'introduzione di un sistema di commercio alimentare che faccia in modo che i paesi con un surplus d'acqua riescano ad aiutare quelli che affrontano episodi di siccità.
Prepariamoci dunque a sgranocchiare ravanelli e masticare lattuga senza poter più assaporare la succulenta consistenza delle carni...almeno saremo tutti in una splendida forma fisica!

venerdì 24 agosto 2012

Le meraviglie della Slovenia

Durante queste lunghissime vacanze sono stata 10 giorni in Slovenia, una terra bellissima e verdissima piena di luoghi interessanti. Una cosa che mi ha colpito molto è stata la visita alle grotte di Postumia.
Le Grotte di Postumia sono le grotte più estese del Carso e sono un intreccio di oltre 21 km di caverne e gallerie!
Le caverne sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi impercettibili a occhio, la cui formazione richiede migliaia di anni. Lo sviluppo di queste stalagmiti e stalattiti è dovuto all'afflusso d'acqua contenente carbonato di calcio che si deposita formando le concrezioni.
La temperatura media delle grotte è di 8 °C che aumenta leggermente d'estate e diminuisce un poco d'inverno.
Nelle grotte abita un piccolo animaletto buffo, il Proteus anguinus, un anfibio urodelo (con coda e zampe).
Questo animaletto dalla pelle rosata, che da adulto raggiunge la lunghezza di 25-30 cm, è simile a una lucertola anguilliforme.
Il corpo è cilindrico, le zampette sono molto piccole e decisamente sproporzionate rispetto al resto del corpo, presentando inoltre tre 'dita' per quelle anteriori, mentre due per le posteriori.
Il proteo presenta branchie, caratteristica che compare nello stato larvale e che permane per tutta la vita: infatti esso, durante lo sviluppo, non compie metamorfosi come la maggior parte degli anfibi.
È praticamente cieco, poiché gli occhi sono coperti dalla pelle e non si sviluppano.
Mangia minuscoli crostacei, e a volte le sue stesse larve, ma è evidente che l'alimentazione non è la sua preoccupazione primaria: da esperimenti controllati è risultato che un proteo può restare a digiuno per circa 12 anni!!!

Vi consiglio una visita per vedere dal vivo queste meravigliose grotte (vi portano in giro con un trenino!) e per osservare da vicino questo particolare anfibio.
E voi dove siete stati? Cosa vi ha colpito?

giovedì 2 agosto 2012

La fisica dei supereroi

Ciao ragazzi oggi mi è tornato in mente un libro bellissimo che forse interesserà a qualcuno di voi.
Il libro è molto lungo e necessità di molta attenzione, ma grazie a questo testo potrete scoprire quanta forza serve a Superman per raggiungere con un solo balzo il tetto di un grattacielo, in che modo l'Uomo Invisibile riesce a passare attraverso i muri, come può Tempesta degli X-Men controllare gli agenti atmosferici e quanti cheeseburger dovrebbe mangiare Flash per correre a velocità supersonica. 
Se vi interessa da Settembre possiamo leggerne qualche pezzo insieme in classe, scegliendo parti che riguardino le cose che affronteremo quest'anno o che abbiamo affrontato lo scorso anno.
Con questo post vi saluto perchè domani parto per la Slovenia, ci sentiamo la prossima settimana.

mercoledì 18 luglio 2012

Le donne sono più intelligenti degli uomini

Anche la scienza lo conferma: le donne sono più intelligenti degli uomini. 
Ci sono voluti 100 anni, ma alla fine le donne hanno vinto: per la prima volta, infatti, il punteggio del loro quoziente intellettivo (Qi) è risultato superiore a quello degli uomini. Il divario di cinque punti emerso dai primi test realizzati un secolo fa si è ridotto nel corso del tempo, fino a superare quest’anno quello dell’uomo.
La mente“Negli ultimi 100 anni i punteggi del quoziente intellettivo sia degli uomini che delle donne è cresciuto, ma quello delle donne è cresciuto più velocemente”, ha detto al Sunday Times James Flynn, docente di Scienze politiche e massima autorità mondiale in fatto di studi sul Qi. “Questa è una conseguenza della modernità – ha spiegato – la complessità del nostro mondo moderno costringe il nostro cervello ad adattarsi e ad aumentare il nostro Qi”. Tuttavia, ha aggiunto, “il pieno effetto della modernità sulle donne è solo agli inizi”.
Una teoria vuole che sia stata la capacità delle donne ad adattarsi meglio al multitasking, seguendo lavoro e famiglia, a giustificare tale risultato; un’altra invece lo spiega con un loro maggiore potenziale intellettivo rispetto agli uomini. 
EVVIVA LE DONNE!!!

giovedì 5 luglio 2012

Il bosone di Higgs: ma che cos'è?

In questi giorni tutti parlano del ritrovamento del bosone di Higgs e io mi sono chiesta: ma i miei ragazzi sapranno di cosa si tratta? Che cos'è questo bosone?
Il bosone di Higgs (chiamato anche erroneamente la particella di Dio a causa di una traduzione sbagliata dal nome originale che era particella maledetta, a causa della difficoltà nell'individuarla) è una particella elementare che negli ultimi tempi è diventata molto famosa.
In giro per la rete avrete probabilmente cercato varie spiegazioni di cosa è e di come agisce il bosone di Higgs. Saprete forse che questa particella è quella che conferisce massa alle altre particelle elementari. Come avviene questo fenomeno?
Bosone di Higgs 1Immaginiamo una festa in cui gli ospiti in una sala sono più o meno distanziati allo stesso modo. La sala con gli ospiti rappresenta il “campo di Higgs” che è presente in tutto l’Universo. Improvvisamente in sala entra una celebrità (il bosone di Higgs). Gli ospiti notano la celebrità e si avvicinano all’importante ospite formando un gruppetto attorno a lui.
Bosone di Higgs 2A questo punto la celebrità è rallentata nel suo moto dal gruppo di ospiti che sta attorno. E’ come se avesse una “massa” che lo ostacola nel suo cammino. Non solo, ma se si cerca di frenare il gruppo non è affatto facile farlo, perché adesso possiede una certa “inerzia”. (Ovviamente è difficile anche accelerarlo). 
Ecco come funziona la nostra particella di Higgs.
Il nome generico bosone proviene dal nome del fisico indiano Bose che con Enrico Fermi , famosissimo fisico italiano, descrisse le proprietà. Dove si trovano questi bosoni? Sono bosoni, per esempio i fotoni, cioè le particelle che costituiscono la luce, e i gluoni, la «colla» che tiene insieme i nuclei degli atomi. 
acceleratore di particelle al CERN di Ginevra
Il bosone di Higgs però è un bosone molto speciale perchè, come abbiamo visto nelle immagini sopra, è la particella che conferisce una massa a tutte le altre particelle, e quindi in qualche modo dà ad esse l’esistenza in quanto oggetti materiali. Questa è la sua potenza «divina».
L'esistenza di questo bosone fu pensata già da Higgs nel 1964, ma l'annuncio dell'osservazione di una particella con caratteristiche compatibili con il bosone di Higgs è stato dato dagli scienziati del CERN di Ginevra, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle il 4 luglio 2012, grazie agli esperimenti condotti.