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lunedì 22 aprile 2013

O è la giornata della Terra tutti i giorni o non è la giornata della Terra mai ...

Oggi si celebra la 43a edizione dell'Earth Day, la Giornata della Terra, lo avrete sentito alla televisione e visto nel doodle di Google di oggi.
Dal 1970, un mese e due giorni dopo l'equinozio di Primavera, è il giorno in cui si celebra il nostro Pianeta e la salvaguardia dell'ambiente, cercando di coinvolgere più nazioni possibili ( ad oggi 175 ) e organizzando eventi i cui ricavati sono dedicati a progetti eco-ambientali. Le comunità di tutto il mondo esprimeranno le loro preoccupazioni per il pianeta e promuoveranno le loro azioni per proteggerlo.
Tra i vari Paesi partecipanti c'è anche l'Italia, che celebra questa edizione con "Il grande concerto per la Terra" organizzato a Milano insieme alla Fao (
organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura ) e numerose iniziative a beneficio dell’ambiente in programma per tutto il 2013. 
Il problema è che si celebra quel giorno e ci se ne dimentica gli altri dell’anno. Diamo un po’ di numeri per capire il dramma che si sta consumando.
 
Clima. I 10 anni più caldi degli ultimi 132 si sono verificati tutti dal 1998 a oggi. A settembre 2012 la superficie dei ghiacci marini artici è risultata essere di 3,41 milioni di chilometri quadrati, 760.000 kmq in meno del precedente record registrato il 18 settembre del 2007 (un’area grande quanto lo stato del Texas).
Inquinamento. Le emissioni di CO2 sono aumentate del 49% rispetto al 1990.
Specie a rischio. Gli elefanti. Nel solo 2011 è stato confiscato avorio proveniente da 2.500 elefanti. Nel bacino del Congo gli elefanti di foresta stanno precipitando verso l’estinzione: negli ultimi 10 anni il 62% della popolazione è stata massacrata. I rinoceronti. Oggi delle 30 specie ne rimangono 5 che vivono in Asia e Africa. Le tigri. Ad oggi abbiamo perso il 97% delle tigri selvatiche, e non sono rimasti che 3.200 esemplari in tutto il mondo. L’orso bruno. La popolazione alpina si stima sia di appena 45-48 individui e di una trentina la popolazione appenninica di orso bruno marsicano.
Foreste. La perdita netta annuale di aree forestali tra il 2000 ed il 2010 è stata di 5,2 milioni di ettari – un’area pari alle dimensioni del Costa Rica.
Zone umide. Circa due terzi delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni, e quelle che rimangono sono minacciate dall’inquinamento diffuso dell’agricoltura o dagli scarichi industriali e civili.
Cibo. Delle oltre 7 mila specie che l’uomo ha coltivato attraverso i secoli, oggi solo 150 specie di piante compongono la dieta della maggioranza della popolazione del mondo. Di queste solo 12 forniscono oltre il 70% dei prodotti alimentari e 4 specie (riso, mais, frumento e patate) costituiscono oltre il 50% dell’approvvigionamento mondiale di cibo
Infine, noi uomini, la causa del disastro. Nel 1960 eravamo tre miliardi, alla fine del 2011 siamo sette miliardi.

Quindi a cosa serve festeggiare la giornata della Terra? Dal 1970, anno in cui si è avuta questa bella pensata, la salute del pianeta è drammaticamente peggiorata.

lunedì 25 marzo 2013

Idee innovative: Eliodomestico rende potabile l’acqua salata!


Eliodomestico
Vi ricordate che in classe ci eravamo chiesti se fosse possibile trasformare l'acqua salata in acqua potabile?
Bè qualcuno ci ha pensato e ha inventato l'eliodomestico (elio vi ricordo che significa sole): un distillatore di acqua portatile, che funziona a energia solare: serve cioè a depurare l’acqua, anche quella del mare, e a renderla potabile.
L’ha costruito da un giovane designer italiano, Gabriele Diamanti.
Gabriele ha ideato il distillatore per i paesi in via di sviluppo, in particolare, e per quelle zone del mondo dove trovare acqua potabile non è sempre facile.
Funzionamento dell'eliodomestico
Eliodomestico è una specie di pentola che funziona al contrario. 
Al mattino l’acqua viene versata nel distillatore. Durante il giorno il sole la riscalda e la fa evaporare: il vapore acqueo viene incanalato in una ciotola sul fondo, dove si condensa e ritorna a essere acqua, purificata e sterilizzata dai circuiti di Eliodomestico.
Pronta per essere bevuta, insomma! 
Nel 2011 Gabriele Diamanti ha partecipato con la sua invenzione al Prix Emile Hermès, un premio a cui sono invitati i designer da tutto il mondo. Ed è arrivato in finale.
Gabriele Diamanti
Eliodomestico riunisce in sè due caratteristiche fondamentali per il premio Emile Hermès: sostenibilità e tradizione.
Gabriele non solo ha costruito il suo distillatore con materiali riciclati: plastica, zinco e terracotta, ma gli ha dato una forma simile agli strumenti tradizionali diffusi in Africa e India.
Eliodomestico costa la metà dei distillatori che sono già sul mercato ed è molto più efficiente: si ottengono anche cinque litri di acqua potabile al giorno!

sabato 24 novembre 2012

L'Uomo che piantava alberi

Stamattina abbiamo visto insieme "L'uomo che piantava alberi" che io personalmente trovo toccante e profondo.
Un racconto magnifico, di quelli che ti fanno pensare e ripensare per giorni a quanto un uomo, nelle sue piccole azioni quotidiane invisibili ai più, possa esprimere al massimo grado la presenza di qualcosa di superiore. Un racconto di amore, di radicamento e attaccamento alla terra, di solitudine proficua, di grande generosità, di infinita saggezza.

Se volete rivederlo o farlo vedere a qualcuno ecco il link su youtube:

Ma l'uomo che piantava alberi esiste davvero?
Quando l'autore francese Jean Giono scrisse il racconto "L'uomo che piantava alberi" non si ispirò ad alcuna storia vera, ma creò il personaggio di fantasia Elzéard Bouffier per spingere i lettori a innamorarsi degli alberi.
In India a più di 8000 chilometri di distanza, vive Jadav Payeng, che non ha mai sentito parlare del libro di Giono, ma per molti  potrebbe essere il vero Bouffier.
Jadav Payeng
Poco più di 30 anni fa, l'allora adolescente Jadav "Molai" Payeng ha iniziato a piantare dei semi lungo una striscia di sabbia arida nei pressi del suo paese natio nella regione di Assam, India del nord, con l'intento di far crescere un rifugio per la fauna selvatica. Poco dopo, Molai decise di dedicare la vita a questa impresa, e quindi si è trasferito in un luogo dove potesse lavorare a tempo pieno alla creazione di un nuovo e lussureggiante ecosistema. Incredibilmente, questo luogo oggi comprende 1.360 acri di giungla che Payeng ha piantato da solo, con le sue stesse mani.
Tutto è iniziato nel lontano 1979, quando le inondazioni hanno portato un gran numero di serpenti su questa striscia di sabbia.
Un giorno, dopo che le acque si erano ritirate, Payeng, allora solo sedicenne, ha ritrovato il posto pieni di rettili morti. In quel momento la sua vita ha avuto una svolta.
I boschi di Molai
Lasciata la scuola e la famiglia, ha cominciato a vivere sul banco di sabbia. Payeng ha accettato volentieri una vita in isolamento. Ha iniziato a prendersi cura delle piante innaffiandole mattina e sera, potandole quando necessario. Mentre ci sono voluti anni perchè la dedizione lodevole di Payeng ricevesse un meritato riconoscimento a livello internazionale, la fauna selvatica nella regione non ci ha messo molto a beneficiare di questa foresta "fatta a mano".
Dopo pochi anni, la lingua di sabbia si è trasformata in un boschetto di bambù. Dimostrando una profonda conoscenza degli equilibri ecologici, Payeng ha trapiantato all'interno del suo fiorente ecosistema anche le formiche rosse in modo da rafforzare l'armonia naturale del territorio. Presto il banco di sabbia un tempo senz'ombra si è trasformato in un ambiente abitato da svariate creature.
I boschi di Molai
La foresta, chiamata da molti "i boschi di Molai", ora fa da casa a numerosi uccelli, cervi, rinoceronti, tigri, elefanti, specie che altrove stanno rischiando sempre di più di perdere il proprio habitat.
Nonostante l'importanza del progetto di Payeng, il Dipartimento forestale della regione è venuto per la prima volta a conoscenza di questa foresta solo nel 2008, e da allora ha cercato di sostenerne l'impegno. 

"...è una storia esemplare che racconta di come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione"

sabato 17 novembre 2012

Una scomoda verità

Scioglimento dei ghiacciai
C’era una volta il pianeta Terra; c’era una volta un luogo dove la natura la faceva da padrona, in cui tutti i cambiamenti erano in funzione della sua stessa evoluzione, in cui ogni singolo essere vivente poteva ritenersi figlio di una comune madre e prodotto di una serie di coincidenze e leggi da essa stabilite. 
C’era una volta la culla dell’umanità, meravigliosa in tutte le sue manifestazioni, dalle valli solcate dai fiumi, ai monti coi loro ghiacciai, dalle isole incontaminate degli oceani alla selvaggia e lussureggiante vegetazione delle foreste tropicali.
Quella narrata da Al Gore (l’ex vice presidente degli Stati Uniti sconfitto alle elezioni del 2001 da Bush) è una verità, pura e semplice, ricavata dalle tracce che la natura ci ha lasciato, in cui i protagonisti sono la natura da una parte e l'egoismo dell'uomo dall'altra.
Io ve l'ho voluta raccontare perchè ripongo in voi una grossa speranza: se tutti i giovani fossero come voi sarei più serena riguardo al futuro!
Ecco qua le parole di Al Gore, che da sole dicono più di quanto potrei dire io:
Aumento di C02
"Siamo in grado di superare i nostri limiti e il nostro passato?
La storia ci insegna che abbiamo questa capacità.
Abbiamo affermato valori come la libertà e l'autodeterminazione negli Stati Uniti, in Francia e in tutto il mondo.
Lo stesso anno in cui Lincoln liberò gli schiavi d'America la Russia liberò i suoi servi.
Le donne hanno avuto il diritto al voto prima in Nuova Zelanda e in seguito dappertutto.
Il mondo intero ha sconfitto il fascismo sia in Europa che nel Pacifico.
La forza morale della non violenza ha innescato una rivoluzione che si è allargata ad altri paesi.
Il mondo ha sostenuto la vittoria di Nelson Mandela sull'apartheid.
Medici e scienziati di tante nazioni hanno lavorato insieme per sconfiggerre malattie come il vaiolo e la poliomielite.
Le due superpotenze alla fine hanno cessato la corsa agli armamenti nucleari.
La gente preferisce bugie rassicuranti a scomode verità
Siamo andati sulla Luna: il massimo esempio di quello che sappiamo fare se diamo il meglio di noi.
Ci siamo uniti per combattere il comunismo."

"La Terra è la nostra unica casa e in gioco c'è questo: la nostra capacità di vivere sul pianeta Terra e dargli un futuro di civiltà.  Penso che questa sia una questione morale."

"Ci sarà un momento in cui le generazioni future si chiederanno 'A cosa pensavano i nostri genitori, perchè non si sono svegliati quando ne avevano la possibilità?' Prepariamoci sin da ora a rispondere a questa domanda".

sabato 3 novembre 2012

Avete impegni per martedì sera?

Abbiamo parlato di PIL e di Indice di Sviluppo Umano e ci siamo chiesti quali sono gli indicatori che ci aiutano a sapere in quale Stato si viva davvero bene.
C'è un uomo che conosco che per rispondere a questa domanda sta girando le scuole e il mondo, cercando di diffondere tra i ragazzi attenzione per l'ambiente e per i popoli più svantaggiati, si chiama Michele Dotti. Se volete conoscerlo meglio potete visitare il suo blog, in particolare la sezione dedicata alla solidarietà internazionale, oppure potete venire con me a sentirlo di persona.